Sierra Leone

La Repubblica della Sierra Leone è uno Stato dell’Africa Occidentale, sulla costa dell’oceano Atlantico. La nazione confina con la Guinea a nord e a est, e con la Liberia a sud-est. La vicenda della liberazione degli schiavi tornati nei territori della Sierra Leone è stata ricordata nel nome della capitale Freetown, “città libera”.

Nel 1460 Pedro de Sintra diede il nome di Sierra Leone allo stato africano. Il dominio portoghese durò fino al XVII secolo, quando gli inglesi ne presero il posto. Nel 1787 fu fondata la città di Freetown che significa città dei liberi. Fu fondata come una come una colonia per il rientro degli ex-schiavi dopo l’abolizione della schiavitù, nel XIX secolo venne stabilito il protettorato britannico sulla Sierra Leone, definendone i confini con la Liberia e la Guinea.  Nel 1924 il protettorato ricevette una costituzione; il regime democratico fu istituito nel 1951 e l’indipendenza fu raggiunta soltanto nel 1961. Quando Stevens venne eletto Primo Ministro del paese, riuscì a far istituire la repubblica. Negli anni successivi Stevens consolidò il suo potere e fece approvare la nuova costituzione che avrebbe messo al bando tutti i partiti politici dal parlamento. Nel 1985 Stevens si ritira dalla vita politica e consegna le redini del paese al generale Momoh. Gli anni ’90 furono segnati da diversi colpi di Stato militari e da una terribile guerra civile, scatenata dai ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito. Ad alimentare la tensione e l’instabilità contribuirono anche gli ingenti interessi economici locali legati alle ricchezze minerarie presenti, che coinvolsero non solo le forze politiche locali, ma anche i Paesi  vicini, ed alcune multinazionali straniere; tra il 1991 e il 2001 la guerra civile causò più di 50.000 morti. Nel 2004 il Presidente Tejan Kabbah ha inaugurato l’operato del Tribunale speciale per i crimini di guerra, chiamato a giudicare sui responsabili delle atrocità commesse durante il conflitto.

La Sierra Leone è uno degli stati africani con la più alta densità di popolazione, le stime parlano di sei milioni di abitanti; la cifra è approssimativa a causa dell’alto numero di profughi della guerra civile.

La popolazione è divisa in varie etnie.  I creoli discendenti dai colonizzatori europei e dagli schiavi africani liberati rientrati dall’America nell’Ottocento, costituiscono ormai un’esigua minoranza.

La Sierra leone ha anche uno dei più alti tassi di mortalità infantile della terra(270/1000).

La lingua ufficiale della Sierra leone è l’inglese il cui uso è però limitato ad una minoranza più colta. La lingua principalmente usata a nord del Paese è il temne mentre a sud si parla prevalentemente il mende. Ilkrio, un misto di inglese e creolo è la lingua usata da circa il 10% della popolazione anche se è capita dalla quasi totalità di essa. Sono in uso anche dei dialetti sudanesi parlati dalle tribù dei Temné e dai Mende.

La religione dominante è l’Islam, che copre circa il 60% della popolazione; i cristiani sono il 30%, mentre il restante 10% è legato a religioni animiste locali. Non mancano poi compenetrazioni tra le religioni rivelate e i tradizionali culti tribali.

La repubblica della Sierra Leone è composta di tre provincie e di un’area chiamata Area Occidentale; le provincie sono inoltre divise in dodici distretti. L’Area Occidentale è inoltre divisa in due distretti.

Koinadugu è un distretto della Sierra Leone situato nella Provincia del Nord. Il capoluogo del distretto è la città di Kabala.

In Sierra Leone dominano le industrie estrattive (ferrobauxite e soprattutto diamanti), nonostante la presenza di scambi commerciali d’altro genere (palma da olio). Le prospettive economiche si basano sulla risorsa che finora ha più influito in negativo sulle vicende del paese: i diamanti. Il governo ha già dato in concessione alcune aree per l’estrazione delle pietre preziose, sperando così di migliorare la bilancia commerciale e poter destinare buona parte degli introiti alla ricostruzione del paese. Il problema del contrabbando di pietre preziose non è stato però risolto. Anche i giacimenti di rutilio potrebbero giocare un ruolo importante nella ripresa economica, ma la riabilitazione delle infrastrutture di base dovrà essere prioritaria per poter usufruire dei benefici derivanti da queste attività economiche.

La vegetazione della Sierra Leone, ricca di numerose essenze, ha molto sofferto per la distruzione sconsiderata dell’uomo. Fitta è ancora la foresta equatoriale in alcune zone del Paese.Gli alberi d’alto fusto hanno ceduto il posto ad una vegetazione più arbustiva che alberata mentre sull’altopiano, dove il clima è più secco, domina la savana e nella zona di trapasso tra la pianura e l’altopiano una fascia di caducifoglie. Alberi da frutta come mango, papaia, arance, banane, etc. Abbondano bellissime farfalle multicolori. Lungo i fiumi si ha inoltre la foresta a galleria e sul litorale si sviluppano in immense distese le mangrovie. Nel retroterra troviamo la palma da olio e parecchie altre varietà di palme. Caratteristici sono inoltre i baobab giganteschi, l’albero del pane, quello del burro e un albero simile alla quercia da sughero che fornisce agli indigeni il materiale per le loro imbarcazioni. Fra i legni pregiati predominano l’ebano e il teak, seguono numerose altre piante come il legno corallo (Baphia nitida), il tolmah o albero dello zolfo ed alcuni alberi produttori di gomma e poi caffècotonemiglio e zenzero. Fra le spezie comune è il pepe sia nero che bianco.

La fauna, che è quella tipica dell’Africa occidentale, offre numerosi e vari esemplari. Pantereleopardielefantiscimmie, nonché numerosi rettili tra i quali si distingue il Boa constrictor lungo circa 3 metri e grosso come un braccio umano, vivono nelle foreste. Antilopi e bufali sono invece frequenti in terreni più aperti. I fiumi sono ricchi di ippopotamilamantinicoccodrilli e varie specie di testuggini e nelle cavità del terreno si nascondono camaleonti e rospi. Rari sono gli uccelli (gufigazzefalchipappagalli) al contrario degli insetti che abbondano in specie e numero. Soprattutto durante la stagione delle piogge costituiscono stuoli sterminati che di frequente celano la pericolosa mosca tse-tse e l’anofele.

Tra le attività artistiche tradizionali più diffuse vi è la scultura, come evidenziato dalle statuette in steatite di vario stile e di varie epoche, anche antiche, rinvenute grazie a scavi e ricerche. Si tratta di figure umane inginocchiate, sedute o a cavallo, caratterizzate dalle mani che sostengono il volto e talvolta dalla presenza di armi e scudi. Presso i Mende è storicamente rilevante l’utilizzo di maschere, quali il bundu, una sorta di casco contraddistinto dal viso femminile scolpito sul retro.

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