land grabbing, letteralmente “accaparramento della terra”

74Come garantire la sicurezza alimentare in un contesto di scarsità di terra, acqua ed energia. La popolazione è in crescita costante, e con essa cresce anche la domanda di risorse idriche, agricole ed energetiche. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico combinato ad altri fattori umani causa una diminuzione delle risorse su cui facciamo affidamento. Nel futuro, dovremo produrre di più con meno risorse disponibili e dovremo farlo in modo più sostenibile per permettere anche ai più poveri di realizzare il loro diritto a un cibo adeguato.

TERRA: Oggi il suolo coltivato ricopre il 25% della superficie mondiale. In futuro, potrebbe essere necessario aumentare questa percentuale del  10-20% in modo tale da soddisfare la crescita della domanda, sulla quale inciderà il probabile aumento di prodotti  agricoli non destinati ad un uso alimentare umano (foraggi, fibre, combustibili). Questo cambiamento avrà ricadute su altri ecosistemi, in particolare sulla biodiversità.

ACQUA: L’agricoltura consuma l’80% dell’acqua blu (dolce) del mondo ed è quindi sia un fattore contribuente sia un fattore vulnerabile alla scarsità d’acqua. La crescita economica aumenta ancora di più la domanda:  l’urbanizzazione porta con sé un cambiamento degli stili di vita delle persone, che assumono una dieta ad alto consumo di acqua (a base di carne, latte, verdura)

DIRITTO ALLA TERRA: I piccoli agricoltori sfamano la maggior parte del mondo producendo cibo per il 70% della popolazione globale. È necessario assicurare il diritto alla terra dei piccoli agricoltori locali così da promuovere la sicurezza alimentare globale.

PRESERVARE LA BIODIVERSITÀ: Riforestazione e miglioramento della fertilità del suolo aiutano a preservare la biodiversità. Un uso efficiente delle risorse naturali potrebbe ridurre il numero di bambini malnutriti da 115 a 50 milioni entro il 2050.

LO SCENARIO SOSTENIBILE: Se trovassimo un percorso diverso,  basato su un uso responsabile di  terra, acqua ed energia, e nello  stesso tempo affrontassimo i fattori  che contribuiscono alla scarsità delle  risorse naturali (compreso il cambiamento climatico) creeremmo un mondo in cui tutti avrebbero un accesso adeguato al cibo.

ACCAPARRAMENTO  DELLA TERRA: È il fenomeno del land grabbing, letteralmente “accaparramento della terra”, cioè l’acquisizione da parte di privati o di enti governativi stranieri del diritto di sfruttare terreni coltivabili. Solitamente ne fanno le spese le popolazioni locali, che perdono così la loro principale fonte di sostentamento.

In  Sierra Leone e altri Paesi il 50% della terra coltivabile è stata accaparrata da investitori che destinano i prodotti agricoli ad un mercato estero. Inoltre, il 55% di questi accordi economici riguarda la produzione di biocarburanti.

SCENARIO ATTUALE:  Se continuiamo a gestire in modo  inefficace terra, acqua ed energia,  e a basarci su politiche scoordinate  tese ad ottenere benefici a breve  termine, creeremo un mondo in cui  i compromessi tra risorse naturali e benessere umano ridurrebbero ulteriormente la sicurezza alimentare.

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UNA ESPERIENZA POSITIVA

Scuola nel Villaggio di Yagala

Scuola nel Villaggio di Yagala

Nei mesi di aprile, maggio e giugno l’Associazione Microcammino Onlus ha esposto la mostra fotografica “CAMMINI DI COMUNITÀ” La vita nei villaggi del distretto di Koinandugu – Sierra Leone nei seguenti luoghi: Biblioteca Parrocchiale di Gorla, Sala degli Archi presso la Chiesa della Incoronata, Casa delle Associazioni e del Volontariato in Zona 2 (Mi), Festa del Volontariato “Viviamo la Città” a Sesto San Giovanni, Festa dell’AUSER a Pieve Emanuele presso la bella Cascina Viquarterio, Cooperativa Casalese a Casalpusterlengo conclusasi con una “cena solidale”.
E’ stata una esperienza molto positiva: i visitatori sono stati quasi 500 (uomini, donne e molti giovani), alcuni si sono iscritti alla nostra associazione, molti hanno apprezzato la mostra e l’attività da noi promossa e i risultati documentati nelle foto. I contatti avuti sono, per noi, preziosi e intendiamo consolidarli continuando ad informare e invitando a sostenere il lavoro di solidarietà verso la popolazione del Distretto di Koinadugu.
Durante lo svolgimento delle mostre abbiamo raccolto 740 euro offrendo la nostra “Caraffa”. A questa cifra va aggiunta quella della “cena solidale” promossa dalla Cooperativa Casalese di 1030 euro.
Ringraziamo tutti i visitatori, i donatori e in particolare tutti coloro che hanno ospitato la mostra e promossa la partecipazione dei cittadini. L’Associazione Microcammino Onlus intende continuare a promuovere la mostra e gli incontri anche nei prossimi mesi in ogni località e spazi disponibili per moltiplicare le occasioni di dibattito sui problemi della cooperazione e della solidarietà internazionale.
Per l’organizzazione della mostra e di eventi collaterali rivolgersi al seguente indirizzo di posta elettronica: augusto.castagna@libero.it
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La solidarietà batte il caldo 2 a 0

???????????????????????????????Casalpusterlengo, lunedì 17/6, ore 20, 32° centigradi, oltre 100 persone hanno partecipato al “pranzo solidale” promosso dalla Cooperativa Casalese destinando il ricavato al progetto della cooperativa agricola di donne nel Villaggio di Yagala in Sierra Leone, un progetto sostenuto dalla associazione “microcammino onlus”.

Ha portato il saluto e il ringraziamento agli uomini, alle donne e ai numerosi giovani presenti il presidente della Cooperativa Casalese Leonardo Coviello, il rappresentate della associazione microcammino onlus ha presentato l’attività promossa dalla stessa facendo riferimento in particolare alla cooperativa agricola di donne, ha poi preso la parola il Parlamentare europeo Antonio Panzeri che facendo riferimento alla sua esperienza ha sottolineato l’importanza della cooperazione e della solidarietà internazionale come elemento importante per sostenere i processi democratici nei paesi in via di sviluppo.

Al termine della serata, il rappresentante della onlus ha rinnovato i ringraziamenti e ha affermato l’impegno ad infomare sempre su come procederanno i lavori per la cooperativa delle donne di Yagala.

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“SOTTO IL SOLE DELLA SIERRA LEONE”

logo coop Presso la Cooperativa Casalese, Via Trieste 43, Casalpusterlengo – 14/17 giugno 2013

 

Settimana a sostegno dei progetti di cooperazione internazionale

Venerdì 14 giugno – ore 21.00 – LA TERRA CHE CAMBIA –Conferenza del  Prof. Nicola Saino – Università Statale di Milano;

Sabato 15, Domenica 16 e lunedì 17 giugno Mostra Fotografica CAMMINI DI COMUNITÀ” La vita nei villaggi del distretto di Koinandugu – Sierra Leone. Inaugurazione sabato 15 giugno ore 10.00. La mostra rimane aperta fino alle ore 20.00 di sabato, dalle ore 10.00 alle ore 20.00 di domenica e dalle ore 18.00 alle ore 20.00 di lunedì.

Lunedì 17 giugno CENA SOLIDALE – Ore 20.00 alla Pizzeria Luna Rossa, Via Trieste 43 saranno presenti: Antonio Panzeri – Deputato al Parlamento Europeo; Lorenzo Guerini – Deputato del Parlamento italiano;  Augusto Castagna – Ass.ne Microcammino ONLUS

Per informazioni e prenotazioni cena solidale chiamare il 333.4409255

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Associazioni agricole contro la “Nuova Alleanza”

Quello che segue è un appello di diverse associazioni agricole che chiedono di appoggiare un modello ecologico per combattere la fame e l’insicurezza alimentare.

Il prossimo G8, che si terrà a giugno nell’Irlanda del Nord, avrà come punti chiave la sicurezza alimentare e gli investimenti agricoli. A questo proposito, una delle questioni principali sarà certamente la promozione della Nuova Alleanza del G8 per la sicurezza alimentare e la nutrizione. Finalizzata dai suoi promotori a far uscire dalla povertà 50 milioni di persone nell’arco di un decennio, servirà in realtà ad aprire le risorse naturali e i mercati africani alle multinazionali. Attori di primo piano in quest’ambito sono, infatti, i governi delle 8 maggiori potenze mondiali e 45 note multinazionali dell’agro-business. Assenti e quasi completamente dimenticati, invece, i produttori agricoli di piccola scala che nutrono l’80% della popolazione africana. I più importanti attori nella lotta all’insicurezza alimentare in Africa sono stati così marginalizzati. Inoltre, in occasione del summit, il G8 lancerà una “Nuova Iniziativa per la Trasparenza delle transazioni fondiarie” con l’obiettivo di contenere l’espansione del fenomeno dell’accaparramento della terra. Ma l’unico risultato che si otterrà sarà quello di dare vita a furti di terra più “trasparenti” senza portare alcun beneficio alle comunità rurali. Rifiutiamo e condanniamo fortemente la Nuova Alleanza e la Nuova iniziativa per la trasparenza e chiediamo al governo italiano di opporvisi e di impegnarsi ad investire in sistemi di produzione alimentare agro ecologici e sostenibili in grado di nutrire l’Africa preservandola per le generazioni future. In particolare, riteniamo che: la Nuova Alleanza e l’Iniziativa sulla trasparenza non sono affatto suscettibili di fermare l’accaparramento della terra e delle altre risorse naturali ma che, piuttosto, possono favorire questi fenomeni promuovendo la privatizzazione della terra e la diffusione delle monocolture compromettendo la salute del suolo, la qualità dell’acqua e la perdita della biodiversità agricola.
Il G8, con la Nuova Alleanza e l’Iniziativa sulla Trasparenza, scavalca il Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare (CFS), l’unico consesso inclusivo che ha l’autorità e le competenze necessarie per prendere decisioni in merito alle questioni relative al diritto al cibo e alla sovranità alimentare. Pertanto, chiediamo al Governo italiano di: non appoggiare la Nuova Alleanza e l’Iniziativa sulla trasparenza; di conformarsi agli impegni presi in merito all’adozione delle Linee guida per la gestione della terra, dei territori di pesca e delle foreste, così come approvate nel maggio del 2012 dal CFS;  impegnarsi nella definizione di piani di investimento in Africa a sostegno della produzione familiare di piccola scala e dei mercati e sistemi alimentari locali;  assicurare, con norme adatte, la responsabilizzazione degli investitori italiani in materia di violazione dei diritti fondiari e dei diritti umani anche fuori dal territorio nazionale.

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GIORNATA AFRICA 2013: discorso ministro Bonino

2Rivolgo il mio caloroso saluto alle personalità presenti e ringrazio in modo particolare il Signor Presidente della Repubblica per l’onore che ci riserva con la sua partecipazione. Quest’anno le celebrazioni della Giornata dell’Africa assumono una rilevanza speciale perché coincidono con il cinquantenario della fondazione dell’Organizzazione dell’Unità Africana. Cinquant’anni fa, i leader di trentadue Stati africani indipendenti si riunivano ad Addis Abeba per avviare un processo lungimirante di integrazione, libertà e sviluppo. In quell’occasione, Kwame Nkrumah esclamò con forza: Africa Must Unite. Mi fa piacere vedere qui, e la saluto con affetto, la figlia del grande leader ghanese e mia cara amica, Samia Nkrumah. Dal 1963 l’Africa ha fatto enormi passi in avanti. Ma soprattutto nell’ultimo decennio l’Africa ha compiuto uno straordinario salto di qualità. Non è mai semplice individuare una data spartiacque tra la fine e l’inizio di una nuova fase storica. Ma credo di poter dire che dal 2002, da quando l’OUA si è trasformata in Unione Africana, l’Africa ha iniziato una radicale trasformazione politica, sociale ed economica. Sotto il profilo economico, nell’ultimo decennio, il reddito reale pro-capite degli africani è aumentato di più del 30%, gli investimenti diretti esteri sono triplicati e, tra i dieci Paesi al mondo in più rapida crescita, sei sono stati africani. Quanto ai riflessi sociali, non sorprende che in 10 anni la classe media sia aumentata in maniera esponenziale: sono 300 milioni gli africani che ne fanno parte. Sempre nell’ultimo decennio, i decessi per malaria in alcuni dei Paesi più colpiti sono diminuiti del 30% e le infezioni da HIV di più del 70%; la speranza di vita è aumentata in media del 10% e il tasso di mortalità infantile in gran parte dei Paesi è diminuito vertiginosamente. Rispetto a dieci anni fa, l’Africa ha compiuto significativi progressi anche sotto l’aspetto cruciale del consolidamento delle istituzioni e dello stato di diritto, che assicurano oggi una più diffusa tutela delle libertà fondamentali e una più stabile tenuta degli ordinamenti democratici. Il protocollo di Maputo, adottato dall’Unione Africana nel 2003, ha fatto avanzare i diritti delle donne africane. Nel 2012 sono entrati in vigore altri due trattati significativi: la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e la governance e la Convenzione dell’Unione Africana per la protezione e l’assistenza degli sfollati

1Le recenti consultazioni elettorali in Sierra Leone, Togo e Ghana sono espressioni di maturità democratica in questi Paesi.  Anche se presenta tante fragilità e contraddizioni – ma quale continente ne è esente? – non possiamo continuare a vedere l’Africa con la lente offuscata dagli stereotipi del passato. L’Africa è un continente giovane e pieno di opportunità, da cui l’Italia ha anche da imparare, come conferma il fatto che 6 Paesi africani ci precedono nella classifica “doing business” della Banca Mondiale e altri 9 nell’indice della corruzione percepita stilato da Transparency International. Se è radicalmente cambiata l’Africa, deve radicalmente cambiare anche l’approccio dell’Italia all’Africa. I margini di miglioramento della nostra presenza sono notevoli specie nell’Africa sub-sahariana: nel 2012 il nostro interscambio con l’intera area è ammontato a 13,6 miliardi di euro…un volume inferiore a quello degli scambi tra Italia e Austria! Occorre un’azione più incisiva rispetto al passato per cogliere i frutti di questa nuova fase in Africa. Emblematico è l’esempio del Mozambico. Abbiamo contribuito a pacificare il Paese e lo abbiamo aiutato nel suo sviluppo, ma non sempre gli abbiamo prestato la dovuta attenzione quando ha iniziato a crescere a ritmi impetuosi. Dei 55 Paesi africani, 10 sono d’interesse prioritario della nostra Cooperazione, ma tutti devono essere al centro dell’attenzione della diplomazia e delle aziende italiane. Non solo perché il sostegno al rilancio dell’economia nazionale e all’internazionalizzazione delle imprese è la  priorità della nostra politica estera, ma anche perché l’Africa è per noi partner indispensabile nei principali dossier internazionali. D’altra parte, la complementarietà tra le economie africane e quella italiana ci consente di offrire all’Africa un modello di sviluppo rispettoso del futuro del continente. Un modello, il nostro, fondato sulla diversificazione dell’economia, su trasferimenti di tecnologie e apertura agli scambi, su equilibrati processi di urbanizzazione, sulla sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente. L’Italia può così anche contribuire a saldare le nuove ambizioni di partenariato dell’Africa con le scelte dell’Unione Europea. Se però non faremo squadra, con uno stretto coordinamento tra istituzioni e privati, difficilmente potremo essere efficaci nelle nostre relazioni con un continente così vasto e complesso. Confido su di voi, Signori Ambasciatori, per accrescere la consapevolezza delle opportunità di questa “nuova Africa”. Una realtà che conosciamo anche attraverso i tanti africani che vivono in Italia, operose comunità che rafforzano e arricchiscono il nostro Paese. Il Governo avverte la responsabilità di facilitare, con l’azione di un Ministro di origine africana, Cécile Kyenge, la loro integrazione nella società italiana, che deve essere cosciente delle proprie radici, ma che non deve mai aver paura della pluralità e delle diversità. Non ci sono solo luci in Africa, ma anche ombre. Le transizioni nei Paesi del Nord Africa sono irte di ostacoli e dense di incognite. Esiste anche il rischio che le proteste di piazza siano strumentalizzate da forze regressive che perseguono la destabilizzazione. Le tensioni nel Nord Africa si ripercuotono sui Paesi del Sahel, come il Mali, che ha già subito i contraccolpi della guerra civile libica.Ci preoccupa la fascia di instabilità che si estende dall’Atlantico al Mar Rosso. Eppure, anche in questa fragile area, si registrano alcuni segnali promettenti, come quelli che lasciano sperare nella stabilizzazione della nuova Somalia federale. Alla Conferenza di Londra ho rinnovato il forte impegno dell’Italia per la sicurezza e il ritorno alla normalità del Paese. Nel Sahel e in Mali apprezziamo molto l’impegno dell’Unione Africana e della Comunità Economica degli Stati dell’Africa occidentale – con il contributo dell’ONU e dell’Unione Europea. Confido anche nella capacità dell’Inviato Speciale del Segretario Generale per il Sahel, il Presidente Prodi, di far convergere gli sforzi internazionali e regionali per contrastare le minacce della povertà, del terrorismo e della criminalità organizzata. “Della speranza” è stato poi definito l’Accordo quadro di febbraio per assicurare la pace nella Repubblica Democratica del Congo. Perché tale speranza si realizzi, occorre che gli Stati della regione, coadiuvati dalle organizzazioni regionali e dalla comunità internazionale, garantiscano il rispetto dell’Accordo. Per il successo di tutte queste azioni è importante coinvolgere, oltre a governi e parlamenti, i cittadini tutti. Il sostegno dell’opinione pubblica è vitale anche per creare reti di attivisti in grado di promuovere i diritti in altri campi. E’ d’altra parte fondamentale che i Paesi africani definiscano le loro strategie. Un esempio positivo di ownership africana è stata la campagna per la Risoluzione dell’ONU contro le Mutilazioni Genitali Femminili: una Risoluzione che abbiamo ora il dovere di applicare. Sono poi convinta che l’empowerment delle donne sia essenziale per la riconciliazione e la pace. E’ stato un riconoscimento molto significativo il conferimento del Premio Nobel per la Pace 2011 a due donne liberiane: il Presidente Ellen Johnson Sirleaf e l’attivista Leymah Gbowee. L’Africa ha inoltre lanciato al mondo un messaggio molto forte, eleggendo Dlamini-Zuma Presidente della Commissione dell’Unione Africana. Il progetto di integrazione avviato 50 anni fa ha contribuito a costruire un continente sulla strada della libertà, grazie anche al cambio di passo compiuto nell’ultimo decennio da una nuova generazione di leader africani. Vorrei allora concludere con le parole pronunciate da Julius Nyerere nel 1997: i popoli dell’Africa e l’attuale generazione di leader politici sono chiamati a raccogliere la fiaccola della libertà ricevuta dai propri padri fondatori, ad alimentarla con entusiasmo e determinazione e a portarla avanti per il progresso del Continente e degli Africani. Quello che quindici anni fa era un appello di speranza, oggi è una promettente realtà. Con essa l’Italia vuole operare per fare avanzare l’agenda globale e per cogliere appieno le opportunità di un mondo interdipendente.

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4° FESTA CASCINA VIQUARTERIO

festa viquarterio 2013_54_6553Domenica 9 giugno 2013, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, presso la Cascina Viquarterio, Via Roma 14, Pieve Emanuele (Parco Sud Milano) si terrà la quarta edizione della festa per  l’inizio dell’estate. Il programma prevede: visite guidate della cascina al mattino e al pomeriggio, giochi per bambini, bancherelle con prodotti tipici, pranzo con grigliata (consigliabile la prenotazione telefonando all’AUSER di Pieve Emanuele: 02/90781479), punto ristoro, la mostra fotografica della Associazione “Microcammino Onlus  “ Cammini di comunità” la vita nei villaggi del distretto di Koinadugu in Sierra Leone. Pomeriggio musica e danze. A tutti i partecipanti verrà dato un piccolo omaggio.

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