25 novembre, giornata contro violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebrerà la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Dal 1999, infatti, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Onu) ha designato questa data per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al problema degli abusi sul genere femminile.

Affrontare il tema della condizione della donna nel mondo è sempre un’ardua impresa poiché il tema risulta essere molto delicato, sopratutto in un periodo come quello contemporaneo,  si notano episodi sgradevoli che coinvolgono le donne. Se poi  si cerca di delineare i caratteri distintivi della condizione femminile nei paesi in via di sviluppo come l’Africa, bisogna prestare molta attenzione alla realtà frammentata e diversificata.
Il continente africano è vasto e difforme risulta essere il suo approccio alla condizione femminile. In Africa la donna viene considerata in rapporto al carico di lavoro ed alla capacità procreativa e viene riconosciuta a livello sociale solo dopo aver avuto il primo figlio, mentre solo dopo la menopausa acquista autorità all’interno della famiglia. La vita della donna può essere rappresentata da un quadrato in cui ad ogni vertice corrisponde una mansione svolta quali: occuparsi della casa, educazione figli, assistenza anziani e lavoro nei campi. In seguito al processo di globalizzazione qualcosa è cambiato, ma non sempre in meglio. Il processo di inurbamento è stato l’origine di disorganizzazione della società e la condizione della donna si è aggravata. Nel contesto agreste la sua vita, anche se più faticosa, risulta essere migliore, questo perché nella città essa nota un appiattimento della propria condizione e un peggioramento dello status sociale. Nonostante siano lavoratrici instancabili e vere attrici protagoniste di questo mondo, che viene costruito dalle loro mani silenziose e invisibili, sono costrette a rimanere sempre nell’ombra. Gli uomini percepiscono come un’intrusione il loro inserimento nella sfera pubblica. Non a caso le poche donne che sono riuscite a ricoprire delle cariche pubbliche, sono destinate ad essere strumentalizzate e avere ruoli secondari.

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