Giornata internazionale infanzia

bambino in un villaggio della Sierra Leone

In occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza,  Save the children ha reso noto che la disuguaglianza tra bambini ricchi e poveri nel mondo è cresciuta del 35% con gravi conseguenze su salute, sopravvivenza e accesso all’istruzione. Il rapporto “Nati Uguali” nel giorno in cui si celebra la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia che venne approvata dall’assemblea generale dell’Onu a New York il 20 novembre 1989. “La difesa dei minori costituisce un impegno prioritario per le forze politiche e sociali del nostro Paese, soprattutto nell’attuale periodo di recessione economica che li vede maggiormente esposti all’abbandono, alla povertà e al rischio di esclusione sociale”, ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio. Per Save the children negli ultimi vent’anni sono stati raggiunti i livelli massimi di disuguaglianza a discapito dei bambini più poveri. Una condizione che influisce drammaticamente sulla loro salute, la loro educazione e le possibilità di sopravvivenza, esponendoli maggiormente alle malattie, al ritardo fisico o mentale, e all’abbandono scolastico. Secondo il nuovo rapporto dell’Organizzazione, che raccoglie i dati relativi a 32 paesi , il gap tra i bambini poveri e quelli ricchi a livello globale è cresciuto del 35% rispetto al 1990 – un aumento doppio rispetto a quello riscontrato per gli adulti – con la conseguenza che in alcuni paesi la mortalità infantile sotto i 5 anni per i bambini poveri è doppia rispetto a quella dei più ricchi. In linea generale, il rapporto dimostra che i bambini che nascono con maggiori possibilità economiche hanno 35 volte le possibilità di accedere alle risorse rispetto a quelli più poveri e questo riguarda ad esempio l’accesso all’educazione, alle cure sanitarie, ma anche una minore possibilità di dover lavorare in tenera età. “I bambini sono i più colpiti da una distanza che continua a crescere inesorabilmente tra chi ha e chi non ha. La disuguaglianza va combattuta senza tregua se vogliamo dare a tutti i bambini la stessa possibilità di vita e di sviluppo, perché possano beneficiare degli enormi passi fatti dal progresso a livello globale,” ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. In alcuni paesi la distanza tra bambini ricchi e poveri negli ultimi vent’anni è quasi triplicata, come nel caso del Perù dove è aumentata del 179%. Gli altri paesi meno virtuosi sono Bolivia (+170%), Colombia (+87%), Camerun (+84%) e Ghana (+78%). Mentre i bambini ricchi hanno addirittura migliorato le loro condizioni, in un quinto circa dei paesi analizzati – Bolivia, Perù, Zambia, Costa d’Avorio, Ghana e Camerun – il reddito dei bambini più poveri è precipitato allargando ulteriormente una distanza già pesante. Non solo nascere povero o ricco determina la cosiddetta “lotteria della vita”, altrettanto importante è dove si nasce poveri: una persona che nasce povera in India ha minori possibilità di una che nasce povera negli Stati Uniti. Se è vero che la povertà a livello globale è scesa da 2 miliardi nel 1990 a 1,3 miliardi di persone, e la mortalità infantile si è dimezzata, Save the Children fa notare che si tratta di una tendenza che cela in molti casi la totale incapacità del progresso di raggiungere i più poveri tra i poveri.

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